IMPLANTOLOGIA



L’impianto endosseo consiste in una struttura in titanio solitamente a forma di vite che, grazie ad un piccolo intervento, viene inserita nell’osso.
Si andrà così a creare una radice artificiale che servirà da supporto ad una struttura protesica.
Il titanio è un materiale biocompatibile, quindi si integra perfettamente ai tessuti umani.
L’intervento chirurgico di cui si parla è un intervento di ordinaria chirurgia microinvasiva, con anestesia locale ed eseguito direttamente presso lo studio dentistico.
Vengono seguiti protocolli di sterilità che costituiscono una maggiore garanzia per la riuscita dell’intervento.

Non è corretto parlare di rigetto di un impianto, si parla piuttosto di non-integrazione. In questo caso non si avranno le ripercussioni a livello fisico di un rigetto ma semplicemente la non integrazione dell’impianto all’organismo.

L’implantologia, offre la possibilità di evitare la protesi tradizionale a supporto dentale con il sacrificio biologico di coinvolgere denti sani adiacenti o la protesi mobile spesso mal tollerata dal paziente.
Lo sviluppo di tecniche diagnostico terapeutiche sempre più raffinate consente di affrontare casi semplici e casi complessi anche quando si opera in aree ad alta valenza estetica.

Uno degli obiettivi terapeutici che è necessario conseguire quando si opera nell’ambito dell’area estetica consiste nel cercare di inserire armonicamente l’implanto-protesi  nel contesto della dentatura residua, in modo che un osservatore, ad una normale distanza interpersonale non riesca a rilevarne l’esistenza.
Grazie a programmi all’avanguardia possiamo operare in maniera minimamente invasiva, sicura ed affidabile garantendo un’efficienza maggiore attraverso un approccio multidisciplinare.


                                                                       

 

PROTESI



La protesi è la branca dell’odontoiatria che consente di ripristinare elementi dentari particolarmente distrutti o sostituire con manufatti protesici elementi mancanti. Si divide in protesi fissa o mobile a seconda che si tratti di manufatti cementati su elementi naturali o artificiali oppure di manufatti removibili che si appoggiano direttamente sulle mucose .
 

1)PROTESI FISSA:  Corone e ponti

Questi restauri, una volta fissati definitivamente alle strutture che li sostengono, non possono più essere rimossi dal paziente.
Possono essere realizzati sia su dente naturale che su impianto.
 
La protesi fissa su dente naturale consiste nel fresare e rimpicciolire il dente trasformandolo in un moncone protesico che può essere vitale o non vitale.
Quando si ha una distruzione della corona del dente e non si può quindi trasformare il dente in moncone si ricostruisce la parte di dente mancante, con o senza perno, inteso non come impianto endosseo, come spesso viene confuso, ma come perno di rinforzo inserito parzialmente all’interno di uno o più canali di un dente non vitale.
Quando invece non vi è più il dente questo può essere sostituito con un impianto in titanio endosseo sul quale viene avvitata la corona.


                  


2)PROTESI MOBILE:  Dentiera e scheletrato

Si tratta di apparecchi che possono essere rimossi comodamente dal paziente, più volte nella giornata, per poterle lavare e compiere le corrette manovre igieniche.

La “dentiera” è una protesi totale removibile perché effettuata sulla mandibola o mascellare superiore, completamente senza denti.
Lo “scheletrato” è una protesi parziale removibile, costituita da uno scheletro metallico, che viene ricoperto in parte da resina rosa che appoggia poi sulla mucosa.
Questo tipo di apparecchio protesico appoggia sulle zone edentule (senza denti) ma si ancora ai denti rimasti per mezzo di ganci o attacchi di precisione.
La dentiera invece appoggia solo sulle parti mucose, trovando un piccolo ancoraggio ad alcune strutture della mandibola, ma soprattutto è stabile grazie ad un effetto ventosa, per questa ragione è importante che ci sia umidità tra mucosa e protesi.

Maggiori problemi di stabilità possono essere creati dalla protesi inferiore, questo per le forze esercitate dai muscoli masticatori che ne sollecitano la perdita di aderenza. Inoltre la perdita dei denti comporta nel tempo un importante riassorbimento della struttura ossea e quindi risulterà più difficile trovare un ancoraggio naturale alla protesi in queste situazioni.
A questi problemi di stabilità della protesi è possibile porre rimedio con differenti accorgimenti, fino ad arrivare all’inserimento di impianti endossei integrati all’osso, che offrono un ancoraggio rigido per la protesi cambiandone la stabilità. In questi casi la protesi si aggancia tramite “bottoni” a pressione agli impianti posizionati limitando o eliminando movimenti o basculamenti.